Quadro normativo
Riferimenti: D.Lgs. 171/2005 (Codice della nautica da diporto) artt. 2, 3 e 36, come modificato fino alla L. 70/2026. Presuppone: Lavorare sugli yacht in Italia.
Perché le parole contano
La nautica italiana classifica ogni unità in base alla lunghezza dello scafo (misurata secondo la norma UNI EN ISO 8666) e, sopra i 24 m, alla stazza lorda. Da quell'etichetta discendono i documenti di bordo, il regime delle visite, chi può comandare e chi può far parte dell'equipaggio. Se l'etichetta è sbagliata, tutto il resto lo sarà di conseguenza.
La scala delle dimensioni (art. 3 del Codice)
| Termine | Definizione | Cosa ne deriva di solito |
|---|---|---|
| Natante da diporto | Fino a 10 m, o qualsiasi unità a remi; le moto d'acqua sono una categoria a parte | Non iscritto; l'uso commerciale si annota con regole proprie (art. 2, c. 2-bis) |
| Imbarcazione da diporto | Oltre 10 m e fino a 24 m | Iscritta nell'ATCN; licenza e certificato di sicurezza |
| Nave da diporto minore | Oltre 24 m, fino a 500 GT (600 TSL) | Licenza e certificato di sicurezza; equipaggio iscritto |
| Nave da diporto maggiore | Oltre 24 m e oltre 500 GT (600 TSL) | Come sopra, con gli obblighi legati alla stazza |
Esiste anche la nave da diporto minore storica (oltre 24 m, fino a 120 GT, costruita prima del 1967), che nel noleggio si incontra raramente.
«Nave» è un termine giuridico, non un'impressione di grandezza: uno sloop affusolato di 26 m e 90 GT è una nave; un motoryacht panciuto di 23,9 m resta un'imbarcazione.
Quando uno yacht diventa «commercial yacht»
L'art. 3, c. 1, lett. b) usa proprio l'espressione inglese: è commercial yacht ogni unità utilizzata a fini commerciali ai sensi dell'art. 2, nonché le navi adibite esclusivamente al noleggio dell'art. 3 della L. 172/2003, iscritte nel Registro Internazionale (lezione 1.2).
L'art. 2, c. 1 elenca gli usi commerciali:
- a) contratti di locazione e di noleggio;
- b) insegnamento professionale della navigazione da diporto;
- c) unità d'appoggio per i centri di immersione;
- c-bis) assistenza all'ormeggio nelle strutture per la nautica;
- c-ter) assistenza e traino delle unità da diporto;
- c-quater) somministrazione itinerante di cibi e bevande e commercio al dettaglio.
Per chi lavora sui grandi yacht conta quasi solo la lettera a). Le altre spiegano perché anche il gommone del marina o il bar galleggiante possono essere «commercial yacht».
Che cosa discende dall'etichetta
- Equipaggio. Sulle navi da diporto i servizi di bordo sono svolti da personale iscritto nelle matricole della gente di mare (art. 36, c. 2); gli ospiti dai 16 anni possono solo dare una mano nei servizi complementari di camera e cucina (c. 3). Sulle imbarcazioni il comandante può affidare servizi agli ospiti: dai 16 anni coperta, camera e cucina, dai 18 la macchina (c. 1).
- Comando. In uso privato, oltre i 24 m serve la patente per nave da diporto; in uso commerciale valgono i titoli professionali del D.M. 121/2005 (modulo 3).
- Certificati. Le unità a noleggio hanno il certificato di idoneità al noleggio oppure, nel Registro Internazionale, il certificato di sicurezza del D.M. 95/2005 (modulo 2).
CONSIGLIO — Chieda due numeri Prima di accettare un imbarco su uno yacht di bandiera italiana, si faccia dare la lunghezza (ISO 8666) e i GT del certificato di stazza. Con questi due dati colloca l'unità sulla scala e prevede quasi tutte le regole che seguono.
Esempi di classificazione (illustrativi)
| Yacht (esempio) | Categoria | Commercial yacht? |
|---|---|---|
| Motoryacht 18 m, uso privato | Imbarcazione | No |
| Barca a vela 23 m annotata per il noleggio | Imbarcazione | Sì (art. 2, c. 1, lett. a) |
| 34 m, 240 GT, annotata per il noleggio | Nave minore | Sì |
| 62 m, 780 GT, nel Registro Internazionale | Nave oltre 500 GT, nave da noleggio RI | Sì (L. 172/2003 art. 3) |